RIGENERAZIONE
DELL'ARCHITETTURA

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RESTAURO DI PALAZZO STORICO IN SEDE UNIVERSITARIA (PR)

INDIVIDUARE LA VOCAZIONE DELL'EDIFICIO DA RIGENERARE

La ricerca storica ed il rilievo architettonico sono la base della valutazione della convertibilità dell'edificio, anche e più quando l'accento è posto sull’economia e sul risparmio energetico. Il principio del minimo intervento non è un’imposizione di legge valida solo per gli edifici tutelati, ma deve diventare la prassi per tutti gli interventi sul patrimonio esistente. La lettura deve prendere in considerazione la richiesta funzionale della città, i fenomeni urbani ed il mutamento sociale, nonché il mercato immobiliare. La scelta delle funzioni da assegnare non può nascere solo dal cliente o dall'architetto, ma deve rispondere ad un bisogno reale della comunità, senza perdere il mix funzionale. La valutazione deve scendere nelle parti più nascoste dell'edificio: quali impieghi sono compatibili con l'attuale distribuzione e logica funzionale? Quale nuovo ruolo comporta il minor importo di lavori edili? A seconda delle caratteristiche del fabbricato, dovranno essere definiti gli interventi che consentano la concreta fattibilità della trasformazione.

CONSERVARE LE VOLUMETRIE DELL'EDIFICIO ESISTENTE

Un contenitore architettonico che ha svolto una funzione nella città possiede valore identitario che è anche spunto progettuale; la nuova edificazione corrisponde spesso ad un consumo di suolo a fronte dell’abbandono di un volume che comporta problemi igienico-sanitari (infestazioni) e sociali (conflitti e occupazioni abusive), oltre che una ferita nel cuore urbano. La valutazione attenta della potenzialità dell’edificio di aggiornarsi alle nuove normative e di accogliere le funzioni richieste trova riscontro in una trasformazione edilizia minima, che comporta una minore produzione di rifiuti edili e un minore dispendio energetico già dalle fasi di cantiere. Prendendo in considerazione solo i costi diretti, la rifunzionalizzazione è spesso più onerosa che demolizione e successiva ricostruzione. Tuttavia, se si valuta il ciclo di gestione di materiali e i costi indiretti, la situazione si capovolge. Un progetto che limiti la demolizione ottiene i primi risparmi, incrementati dalla ricerca del retrofit prestazionale e tecnologico.

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ABITAZIONE MONOFAMILIARE IN EX RUSTICO AGRICOLO (PR)

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RIFUNZIONALIZZAZIONE DELL'EX BANCA D'ITALIA A SEDE MUSEALE, 

UFFICI E RESIDENZA (PR)

PROGETTARE IL RIUSO

La possibilità di integrare il rilievo 3D con informazioni su stato strutturale e diagnostica del restauro aiuta a definire un accurato “quadro clinico del paziente” sul quale si stanno definendo le operazioni da effettuare per il suo recupero. In questa prospettiva, la raccolta della documentazione storica e l'analisi grafica assumono un significato più profondo del compito di preservare memoria culturale di ciò che l’organismo è stato nel tempo. Letti alla luce della situazione attuale, i documenti aiutano a comprendere le ragioni della successione di stratigrafie, variazioni, addizioni e sottrazioni alla struttura, fino ad appropriarsi delle ragioni morfologiche e funzionali dell'edificio. Un quadro più complesso ed articolato della semplice visione della pelle architettonica e della sua attuale inadeguatezza. Una visione complessiva, “olistica”, derivata dall’analisi precedente, consente di ragionare sia vano per vano, per collocare le singole funzioni in modo logico paragonabile al nuovo, sia nel complesso, per dare usi compatibili con la struttura esistente senza stravolgerla.

INCREMENTARE LE PRESTAZIONI DELL'INVOLUCRO EDILIZIO

Negli interventi di recupero, allo stesso modo della nuova costruzione, ogni pro– getto è condotto con tecniche costrut– tive innovative sia nel consolidamento che nell'uso di tecnologie a secco per isolare, insonorizzate e ridurre il consumo complessivo dell'involucro, intervenendo soprattutto su infissi, coperture e solai controterra. Il risparmio energetico è ottimizzato attraverso miglioramenti tecnologici e soluzioni su misura con caratteristiche iper-prestazionali, che frutteranno il contenimento dei consumi nell’arco della vita dell’edificio. Il risultato è un’alta efficienza energetica ed ambientale, un’architettura altamente ecosostenibile, che tende ad essere “carbon neutral” (emissioni di CO2 pari a zero) e “near zero energy consumption”, con parametri del tutto assimilabili agli standard di progetto per la nuova realizzazione e caratteristiche tali da ottenere premialità fiscali ove previste. Ciò per assecondare ed anche per anticipare i parametri del “Piano 20 20 20” della Direttiva 2009/29 CE.

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Il ripristino della solidità strutturale dell’edificio si persegue attraverso più strade: la valutazione delle trasformazioni subite, al fine di riproporre se possibile la scansione originale dei vani e una distribuzione ottimale dei carichi; il consolidamento strutturale classico con catene, fasce di carbonio e cerchiature se necessarie; la chiusura di tracce, vani e cavedi già realizzati per alloggiare gli impianti, che devono essere spostati in controsoffitti e tunnel aerei ispezionabili. Le nuove pareti interne sono spesso a secco, sia per la reversibilità dell’intervento, sia per ulteriore coibentazione ed insonorizzazione degli ambienti. Le prestazioni strutturali devono tendere agli standard del “nuovo”. Preliminare al ragionamento di consolidamento è sempre la valutazione delle nuove funzioni, specialmente nel caso di variazione delle destinazioni d’uso che prevedano aumento dei carichi. Dal miglioramento all’adeguamento antisismico, è indispensabile intervenire in modo coerente con l’organismo architettonico.

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CONSOLIDAMENTO DI COPERTURA  CON RECUPERO DEI

MATERIALI ORIGINALI (PR).

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RESTAURO CARBON NEUTRAL DI EDIFICIO VINCOLATO (PR)

UTILIZZARE
ENERGIE RINNOVABILI

Anche nella rigenerazione di edifici esistenti, l'obiettivo è utilizzare il più possibile le fonti di energia rinnovabile ed impianti ottimizzati per un consumo ridotto, come complemento necessario all'incremento delle prestazioni dell'involucro. Si vuole sottolineare come tuttavia l'impiantistica non possa sostituirsi alla coibentazione ed all'isolamento termico della “pelle” dell’edificio e di tutti gli elementi di bucatura, in particolar modo gli infissi, i solai e le coperture. Negli edifici vincolati, spesso alcune soluzioni sono precluse per ragioni estetiche o di conservazione. Ciò non significa che non si possano utilizzare soluzioni ecologiche e con produzione di energie rinnovabili: la geotermia è un valido alleato sia nel caso si possa attingere a falde idriche profonde (acqua/acqua), sia per scambio termico acqua/aria. L’uso di una pompa di calore a ridotto consumo elettrico rende l’edificio indipendente dal consumo di gas metano, svincolandolo allo stesso tempo da presenza di caldaia, rischio incendi, presenza fumi ed emissioni di CO2. 11

MIGLIORARE IL COMPORTAMENTO ANTISISMICO DELLE STRUTTURE